CIGURI

Questo film è una libera rilettura degli scritti di Artaud e della sua visione del rito del peyotl, durante il suo viaggio in Messico del 1936. Lo spazio che Artaud evoca nel suo scritto, ‘Al paese dei Tarahumara’, è uno spazio in cui le coordinate geografiche divengono linee dello sguardo e linee del corpo; la ‘montagna dei segni’ che spossessa i sistemi di riconoscimento ontologici standardizzati della cultura occidentale. In questo film il rito del peyotl; il ‘primo’ fiore, secondo la cultura antica dei Tarahumara, descrive una celebrazione nella quale le ‘viralità’ dell’immagine e della parola cospirano a formulare quello che per noi è il concetto di ‘deserto’ della visione. Un luogo dove il mondo disvela il suo ‘nihil’. Il film infatti consta di due versioni, simili ma diverse tra di loro: ‘Ciguri’ che ‘si mostra’ e ‘Ciguri Aztec Hades’ che ‘si nasconde’. Una per i ‘vivi’ e una per i ‘morti’ – si direbbe -. Evidentemente c’è uno sciamano – un ‘curandero’ – che somministra il beverone a base di peyote – la cui assunzione divarica appunto le ‘porte della percezione’ -, ma esiste anche un punto cieco. Dove finisce il ‘Ciguri’ visibile – quello dell’immagine e dei ‘vivi’ – comincia il ‘Ciguri’ dell’Ade azteco: ‘il rito dei morti’, a cui è affidato l’ufficio dell’invisibile.

Full Cast

Immagine e Suono: Riccardo Vaia e Cristina Pizzamiglio.
Attori: Francesco Pelosi.
Troupe e collaboratori: Giorgia Gaibani, Marco Lori, Luca Patané.

Specifiche Tecniche

Anno: 2017
Durata: 20’-22’
Aspect ratio: 2,35:1
Formato e progetto: 2K 2D color/sound
Acquisizione: digital cinema
Editing e finishing system: DaVinci Resolve
Codecs: DNG RAW BlackMagic
Camera: BlackMagic, GoPro.
Lenti: SLR Magic, Vivitar, Zeiss.
Produzione e rental: Ludione della Lampada Productions, mezzi propri.

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